Passando per la stazione di Varese non molto tempo fa mi sono imbattuto in una piccola struttura un pò scalcinata che ha rapito la mia attenzione. In quelle curve di cemento e vetro, rifinite di ruggine, ho riconosciuto qualcosa di così familiare. Si trattava di un edicola allungata, con gli angoli molto stondati, finestre su entrambi i lati e una fascia continua di mattoni di vetro coperti da una sottilissima tettoia, come un cappello di quelli come andavano negli anni '30.

Mi sono reso conto che quella struttura un pò abbandonata ma così moderna, risalente alla prima metà del XX secolo è la realizzazione di un pezzettino della città futurista. Un frammento realizzato di una utopica modernissima città futurista; quel sogno di Antonio Sant'Elia che non si realizzò mai, ma che anticipava la modernità e le smart cities di cui si parla tanto oggi.

Quell'edicola si è lasciata riconoscere perchè l'avevo tanto studiata, ridisegnata e rimodellata per il mio lavoro di tesina, ormai addirittura risalente al 1999. Un edicola che era nella città futurista di Antonio Sant'Elia e che rivedrete nel breve corto animato che ho realizzato a partire dai bozzetti originali dell'architetto. Eseguito e animato in 3d-cad, il tentativo era quello di unire insieme i diversi concept in un atmosfera noir futurista e un pò sporca, dove si celebrava le altezze, la musica jazz e la velocità.

Ecco i fotogrammi di quello che fu il mio lavoro, nella galleria ci sono i bozzetti originali e le rielaborazioni in cgi 3d-cad; e il breve corto animato. La città futurista, omaggio ad Antonio Sant'Elia.


"Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa. Canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni moderne.
Canteremo il fibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri incendiati da violente lune elettriche;
le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole pei contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi."

Filippo Tommaso Marinetti, 20 febbraio 1909